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La mappa di Vinland e la scoperta del sito archeologico di Anse aux Meadows

Con il nome di mappa di Vinland si intende una presunta quanto discussa carta geografia del XV secolo, copia di un originale del XIII secolo. Intorno al 1440 infatti un ignoto disegnò con un inchiostro nero su una pergamena i confini di tutta l’ecumene conosciuta a quel tempo: l’Europa, l’Asia, l’Africa fino alla fascia sahariana, le isole di Islanda e Groenlandia e in più, a ovest, una terra denominata “Vinilanda Insula“, ovvero la mitica “Terra delle viti” sulla quale, a dare ascolto alle leggende nordiche, intorno all’anno 1000 approdarono i Vichinghi. Tutt’oggi la mappa di Vinland è al centro di diversi studi in quanto la comunità scientifica non è affatto concorde sulla storicità del documento poiché diversi studiosi ritengono che si tratti di un falso accuratamente riprodotto e risalente ad epoche ben più recenti.

Indipendentemente dall’autenticità della pergamena e sebbene gli unici testi medievali che raccolgono l’intera epopea delle spedizioni vichinghe dirette verso Vinland a nostra disposizione siano solo la Saga dei Groenlandesi e a quella di Erik il Rosso, esistono anche altri testi che indirettamente parlano di quella mitica terra collocata al di là del grande mare occidentale che hanno alimentato per secoli il mito della Terra delle viti. Ad esempio nell’ultimo libro delle “Gesta Hammaburgensis Ecclesiae Pontificium” (Gesta dei vescovi della Chiesa di Amburgo), opera in quattro volumi scritta da Adamo da Brema intorno al 1070 e dedicata alla descrizione della geografia, delle genti e dei costumi dei popoli scandinavi, si narra che Svend Estridsen, re di Danimarca, gli avesse parlato di Vinland, una terra ad ovest oltre il grande mare e chiamata così poiché le sue genti riferivano che fosse caratterizzata dalla presenza di numerosi alberi di vite e di grandi quantità di grano selvatico.

Mappa di Vinland
La Mappa di Vinland rappresenta tutto il mondo conosciuto nel XV secolo. Vinland è la grande isola in alto a sinistra, a sud-ovest della Groenlandia.

Ancora nel “Libro degli Islandesi“, ricorre il nome di Vinland in relazione all’opera di colonizzazione della Groenlandia, avvenuta prima dell’arrivo del Cristianesimo in Islanda e fonte alla mano, nell’estate del 999 o 1000. Secondo questa cronaca la colonizzazione della Groenlandia avvenne tra il 985 e il 986 e dal riscontro con altre fonti come gli Annali di Groenlandia sembrerebbe che tutti i grandi proprietari terrieri del luogo possedessero grandi navi e barche con le quali per lungo tempo si è supposto che compissero lunghi viaggi verso nord e occidente per rifornirsi di legno (di cui la Groenlandia ne era priva) e per periodiche battute di caccia. Per secoli le storie dei vichinghi hanno lasciato comprensibili dubbi sulla presunta scoperta dell’America. Ci avrebbe però pensato l’archeologia, nel Novecento, ad avvalorare le saghe norrene e a fugare ogni dubbio in proposito.

ANSE AUX MEADOWS E LE PROVE DELL’ARRIVO VICHINGO IN NORD AMERICA

Se per secoli la letteratura ha lasciato comprensibili dubbi sulla presunta “scoperta” dell’America da parte dei vichinghi quasi cinquecento anni prima di Cristoforo Colombo, ci ha pensato l’archeologia a fornire prove ben più convincenti che hanno finito per avvalorare le ipotesi fatte fino a quel momento: nel 1960 infatti l’esploratore norvegese Ingstad e la moglie Anne Stine scoprirono nella parte più settentrionale dell’isola di Terranova, in Canada, i resti di quello che si dimostrò essere in seguito un villaggio vichingo in un sito chiamato Anse aux Meadows: l’insediamento prevedeva diverse strutture abitative corredate da aree produttive.

Anse Aux Meadows visto dall'alto
Foto aerea del sito archeologico di Anse aux Meadows.

Le case erano costruite con muri di torba ed erba su di uno scheletro in legno, così come era consuetudine fare in Islanda intorno all’anno 1000 e all’interno della struttura più grande, composta da diverse stanze, sono stati rinvenuti circa 125 oggetti tra cui diversi chiodi, aghi d’osso, pietre affilatrici, fibbie di bronzo, parti di un fuso da tessitura e forbici. Inoltre nel villaggio è stata ritrovata anche la bottega di un fabbro con una forgia ben conservata ed una carpenteria atta alla riparazione delle barche. Diversi indizi che hanno spinto gli archeologi a supporre che il villaggio in questione fosse proprio quello costruito da Leif Eriksson e dai suoi fratelli così come raccontato nelle saghe che i vichinghi si tramandarono di generazione in generazione. Le storie custodite per secoli nelle saghe norrene dicevano il vero: i vichinghi furono i primi europei a mettere piede in America.

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