fbpx

I sontuosi banchetti imperiali della Città Proibita

Marco Polo fu colui che narrò lo sfarzo dei banchetti imperiali cinesi e soprattutto l’incredibile quantità di ospiti che il Gran Khan riceveva in queste solenne occasioni grazie al suo soggiorno durato tre anni presso la reggia dell’imperatore mongolo. I partecipanti ai banchetti del “Grande Kane”, diceva Polo: “sono grandissima quantitade: mangiano più di 40.000. E in mezzo di questa sala ove ‘I Grande Signore tiene corte e tavola è uno grandissimo vaso d’oro fino, che tiene di vino come una (gran) botte, e da ogni lato di questo vaso ne sono due piccoli: di quella grande si cava vino, e de le due piccole beveraggi. (Àvi) vasegli vernicati d’oro che tiene (l’uno) tanto vino che n’eavrebbe assai bene otto uomini,e ànne per le tavole tra 2 l’uno, e anche àe ciascuno una coppa d’oro co manico. Sappiate che ‘Grande Signore àe tanti vasellamenti d’oro e d’ariento che nol potrebbe credere chi nol vedesse. E sappiate che quegli che fanno la credenza al Gran Signore sono grandi baroni, e tengono fasciata la bocca e ‘l naso con begli drappi di seta e d’oro, acciò che loro fiato non andasse nelle vivande del signore”.

Città Proibita di Pechino.
Città Proibita di Pechino.

I SONTUOSI BANCHETTI DELLA CITTÀ PROIBITA

Eppure questa volta il viaggiatore veneziano non si discostò poi molto dalla realtà: i banchetti degli imperatori cinesi sono passati alla storia per essere stati i più sontuosi e soprattutto quelli con il maggior numero di persone. Le occasioni non mancavano. Si organizzavano banchetti quando un nuovo imperatore saliva al trono, quando una guerra veniva vinta, quando l’impero si ampliava con le nuove terre occupate, per la Festa di Primavera e naturalmente per i compleanni della famiglia imperiale. Nelle cucine della Città Proibita lavoravano stabilmente 100 cuochi, ognuno specializzato nella preparazione di un piatto. Tutti impegnati a preparare i banchetti imperiali; i più modesti si componevano di 60-70 portate, mente i più sontuosi erano tradizionalmente formati da 365 piatti diversi, uno per ogni giorno dell’anno, serviti nell’arco di tre giornate consecutive. Con una simile varietà, le stranezze gastronomiche erano d’abitudine. Fra queste, la zampa d’orso farcita (non da molto bandita dalla cucina cinese moderna e sostituita con lo zampone di maiale), vari tipi di zuppe di serpente (wusha, shan suoxian), di nidi di rondine, di pinne di pescecane, di tartarughe, gechi e improbabili draghi volanti. E naturalmente, l’anatra laccata, emblema della cucina cinese.

Anatra laccata alla pechinese.
Anatra laccata alla pechinese, emblema della cucina cinese fin dai tempi dell’Impero Celeste.

Questa ricetta nacque sotto la dinastia Ming (1368-1644) ed è particolare non solo nella preparazione, ma anche nel modo in cui la carne veniva servita. Prima erano offerte le zampe sfilettate con la salsa di senape (jiemoyazhang), il cuore arrosto (nuoliaoyaxin) e la zuppa d’ossi (yajiatang); successivamente si portava a tavola la pelle della pancia; infine i filetti di carne. Per prevenire il rischio d’avvelenamento dell’imperatore in ogni piatto veniva immersa una bacchetta d’argento che in presenza di arsenico (ma non di altri veleni) avrebbe mutato il suo colore.

UN LUNGA TRADIZIONE DI FESTIVITÀ CERIMONIALI

A parte i banchetti descritti da Marco Polo , furono i successivi imperatori della dinastia Qing (1644-1912) a lasciare nelle cronache i pranzi più sontuosi. Il grande imperatore Kangxi (1654-1722), inaugurò l’era dei “banchetti per gli anziani”, ai quali erano invitati gli ex funzionari dell’impero dai 65 anni in su. Sono rimasti famosi quelli per 100 anziani, che si svolgevano all’interno e all’esterno del Palazzo della Purezza Celeste nella Città Proibita.

Ritratto ufficiale dell'imperatore Kangxi, il grande organizzatore di banchetti. Tra questi, il famoso "banchetto per gli anziani".
Ritratto ufficiale dell’imperatore Kangxi, il grande organizzatore di banchetti. Tra questi, il famoso “banchetto per gli anziani”.

Il nipote Qianlong (1711-1799), che abdicò dopo 61 anni di governo pur di non superare la durata del regno dell’illustre nonno, per i suoi 50 anni e per i 61 anni sul trono organizzò banchetti per 3000 anziani, più altri 5000 dignitari. Per ospitare un così gran numero di persone gli invitati presero posto dentro e fuori il palazzo, con una rigida gerarchia. Tremila sedettero all’interno del palazzo, suddivisi in 800 tavoli divisi in tre file da 100; gli ufficiali di secondo grado si sedettero sotto i cornicioni del tetto; quelli di terzo grado sugli scalini; quelli di grado inferiore e i Mongoli, all’esterno. I menù divennero sempre più elaborati; inizialmente come omaggio alle due dinastie rivali, Han e Manciù, che erano confluite nella dinastia Qing; poi, a causa dell’allargamento dell’Impero cinese alla Mongolia e al Tibet, furono inclusi anche piatti di quelle regioni, cosicché i banchetti imperiali diventarono multietnici.

PER SAPERNE DI PIÙ:

SEGUI CRONISTORIA SU:

Sito web: cronistoria.altervista.org

Facebookhttps://www.facebook.com/cronistoria/

YouTube: CroniStoria TV

Instagramhttps://www.instagram.com/cronistoria/

Twitterhttps://twitter.com/croni_storia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.